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LA BANALITÀ UCCIDE!

Dall’osservazione empirica possiamo dire che di “vaccino anticovid” si muore. Penso che su questo non ci sia contestazione, Federico Macaddino del Movimento DEMOS ITALIA ha fatto una ricerca sui siti scientifici, nazionali e internazionali, dimostrandoci che i decessi post vaccinazione sono quasi tutti dello stesso tipo e con le medesime tempistiche (vedi: https://www.movimentodemos.it/single_post.php?post-slug=terrore-contro-paura-egoismi-a-confronto-#loaded). Possiamo astenerci, io penso, dal soffermarsi sulla dimostrazione del nesso di causa-effetto degli eventi fatali, primo perché una serie di indizi costituiscono una prova, poi perché qualora fosse vero che il “vaccino” lede soggetti con patologie pregresse questo aggraverebbe le responsabilità pubbliche, non le diminuirebbe.

Parlo di osservazione empirica, proprio per dire che poco importa se il “vaccino” è stato confezionato, distribuito e assunto con regolarità (quale regola?), importa il fatto che qualcuno muore. Possiamo noi dire: “purtroppo, sono cose che capitano, non tutte le ciambelle escono con il buco”? Non possiamo neppure pensare una cosa del genere quando c’è di mezzo la vita umana. Sappiamo tutti che la malattia è, comunque, un evento naturale, mentre non è un evento naturale morire di un “vaccino” che avrebbe dovuto contrastare una malattia con bassissima mortalità (facendo i calcoli sulla popolazione totale). Non ci troviamo, infatti, di fronte a un baratro inseguiti dagli assassini (come nel film APOCALYPTO), costretti a scegliere tra tuffarsi nella cascata (con una molto bassa probabilità di sopravvivenza) o restare fermi in attesa di un massacro certo.

Ho detto da altre parti che la scelta di vaccinarsi contro il covid, nelle attuali condizioni, non può e non deve essere una scelta facile, ma ragionata, soppesata, ben valutata e libera! Per essere una scelta libera, deve presupporre la conoscenza piena a seguito di una altrettanto integrale informazione. Ciò è quanto DIRPUBBLICA chiese al Ministro Dadone (vedi: https://www.dirpubblica.it/contents.aspx?id=4198) “…ogni soggetto sia pienamente consapevole dei rischi e dei benefici derivanti dalla vaccinazione anti Covid-19 e possa, quindi, adottare una scelta assolutamente libera e cosciente”.

Il fatto è che, se noi banalizziamo e rassicuriamo il prossimo, su questo tema (soprattutto nei confronti dei giovani) ci assumiamo la responsabilità morale della morte di colui (magari l’unico soggetto) che non ha deciso, che si è lasciato trasportare dalle opinioni altrui, che non si è informato, che è stato negligente, che si è illuso di tornare al regime ante covid, che è stato costretto. Come ci porremmo noi se sposassimo in pieno (giustificandola) la politica vaccinale nazionale (internazionale e mondiale), nei confronti dei genitori di un ragazzo morto di vaccino o nei confronti delle giovani vedove dei militari deceduti per la medesima causa?

Cosa direi io al funerale di un figlio morto che credeva di tornare libero ai suoi lieti giochi? Io parlerei così: “Dio mio, perdona coloro che hanno distratto e confuso la mente di questo mio tesoro incommensurabile di cui Tu mi hai fatto dono e che loro mi hanno tolto; perdona coloro che non hanno ammonito mio figlio, che non lo hanno avvertito, che non gli hanno aperto gli occhi e non gli hanno insinuato il dubbio. Perdona, Signore, questi cattivi fratelli”. Se ne avessi la forza parlerei così!

E non mi dite che è vero anche il contrario, perché dire “se si fosse vaccinato non sarebbe morto” è una pia opinione, ma dire “si è vaccinato ed è morto” è un fatto orribile!

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LA DEMOCRAZIA INTUBATA

Forse oggi è tornato quel drammatico momento in cui i Popoli debbono chiedersi se salvare la vita in cambio della libertà (o di parti fondamentali di essa), oppure morire (o altamente rischiare di morire) ma non rinunciare alla libertà.In questi giorni di diffusione del coronavirus e delle conseguenti ecatombe e rovina delle attività umane, sono state adottate in Italia misure restrittive delle libertà fondamentali, che erano state conquistate in secoli di “Guerra e Pace”.A seguito del travolgente evolversi del contagio, il Governo ha fatto scattare un’attività che, in poche ore e con strumenti impropri (gli “agili” DPCM, che non passano di mano né del Presidente della Repubblica, né del Parlamento) ha di fatto sospeso ogni garanzia costituzionale, determinando la riduzione ai minimi termini dell’attività del Parlamento, il silenzio delle opposizioni, l’omologazione della Stampa, la chiusura delle Aule di Giustizia, financo l’interruzione delle cerimonie e dei riti religiosi. Inoltre, tutte le attività pubbliche e private che il Governo (redivivo Comitato di Salute Pubblica) ha considerato “non essenziali” sono state interrotte e chiuse.Senza procedure costituzionalmente corrette (articolo 77 della Costituzione), senza adeguate e tempestive informazioni, senza appelli alla ragione, senza stimoli al convincimento, trattando tutti da incapaci, sono stati travolti gli articoli 2 (diritti inviolabili dell’Uomo), 13 (inviolabilità della libertà personale), 16 (libertà di circolazione e soggiorno in qualsiasi parte del Territorio nazionale), 17 (libertà di riunione), 21 (libertà di manifestazione del pensiero), emanando una serie di disposizioni minute e pedantesche, apparentemente di scarsa importanza, ma di rilievo in quanto riguardanti l’individuo.Nel breve tempo si sono succeduti, prescrizioni, imposizioni, ordini e comandi, sempre più restrittivi della libertà personale, sempre più coercitivi, ma sempre meno ragionevoli, condivisibili ed utili ad arginare il contagio. Si tratta di un’attività crescentemente repressiva (con minacce sanzionatorie degne di miglior causa) destinata a costringere (non a convincere) la Popolazione agli “arresti domiciliari”. In questa corsa alla “carcerazione” si sono evidenziati altri soggetti, oltre quelli governativi, ritagliandosi degli spazi di potere utili per rendere sempre più corta la catena.In particolare, è stata presa di mira la “ricreazione” individuale all’aperto ostacolandola (nonostante le contrarie indicazione dell’OMS) confinandola in pochi metri dalla propria abitazione e, al fine di evitare “simulazioni”, è stato variamente disposto che gli approvvigionamenti di generi alimentari avvenissero presso lo spaccio più vicino all’abitazione individuale e che nei supermercati non fosse possibile acquistare merce diversa agli alimentari e addirittura che l’entrata in un luogo di culto fosse consentita solo se effettuata durante il più breve percorso per i suddetti approvvigionamenti alimentari.A ciò si aggiunga l’uso dei droni, di cui alcuni sindaci (fra l’altro, di Comuni scarsamente colpiti dall’epidemia) hanno subito fatto uso invadendo cortili, terrazzi e altri spazi privati. Che dire, poi, dell’invito alla delazione che il Comune di Roma ha organizzato istituendo un apposito link nel suo sito istituzionale.C’è, poi, l’omologazione dell’informazione. Le maggiori reti televisive diffondono messaggi unisonanti, dallo “state a casa” alle lodi ampollose e sperticate quanto tardive (da molti non accettate) alla classe medica, paramedica e ausiliaria. Omologazione solo contrastata dalle emittenti che viaggiano su internet, dove invece si parla liberamente, di tutto e di più, bene e anche male, notizie vere e notizie false che debbono restare affidate al libero discernimento degli utenti, i quali vanno informati e non bendati. In questo coacervo s’inseriscono i concetti che definiamo pericolosi (o di pericolosa applicazione) espressi dal sottosegretario all’editoria, Andrea Martella: “per avere notizie vere e bussole precise bisogna rivolgersi ai professionisti dell’informazione” e poi continua: “”Il Coronavirus cambia e cambierà il mondo. E deve spingere a scrivere la parola fine all’epoca del ‘tutti sanno fare tutto’. Se per curarsi bisogna rivolgersi ai medici, per avere notizie vere e bussole precise bisogna rivolgersi ai professionisti dell’informazione …”. Una fonte unica, quindi.Una fonte unica che è già operativa, solo se si riflette su come viene azzittita qualsiasi voce che chieda di approfondire l’origine del virus, che vada al di là del pipistrello di Wuhan. Deve far riflettere la reazione a ipotesi nient’affatto fantasiose bollate tout court come “scemenze” o “fantabioterrorismi”. La soluzione del dubbio che dovrebbe essere affidata a degli “Sherlock Holmes” internazionali è, invece, arrestata da alcuni scienziati intransigenti (non degli investigatori), appartenenti al “Comitato di Salute Pubblica” che non affrontano affatto la situazione, che non ammettono proprio la discussione, sostenendo che il dubbio non esiste. Senza citare il video della rubrica scientifica “Tg3 Leonardo” del 2015 (girato in tempi non sospetti, quindi), relativo alla pericolosità di esperimenti effettuati proprio nel laboratorio di Wuhan (ma guarda che coincidenza), il dubbio sull’origine del virus è così grave che dovrebbe essere consegnato, senza indugio, all’Ufficio del Procuratore della Corte Penale Internazionale dell’Aia. Ciò di cui si parla, infatti, qualora fosse fondato, vedrebbe realizzata la fattispecie del “Crimine contro l’Umanità”!Invece, in Italia, nasce (apparentemente) per iniziativa privata, un’associazione scientifica che si propone di denunciare all’Autorità giudiziaria chi critica la verità scientifica, per violazione dell’articolo 656 del codice penale (Pubblicazione o diffusione di notizie false, esagerate o tendenziose, atte a turbare l’ordine pubblico). La notizia, in sé e per sé, ci preoccuperebbe assai poco, dato che i denuncianti rischiano in proprio l’incriminazione per calunnia (art. 368 c.p.), se essa non s’inserisse nel contesto generale di cui abbiamo sopra riferito, nel cui mosaico va inserita la tessera di AGCOM (l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) che annuncia provvedimenti sanzionatori per chi si pronuncia su materie che soltanto “autorevoli esperti del mondo della scienza e della medicina” possono trattare, quando tutti (compresi i terrapiattisti) hanno diritto di sviluppare e discutere di qualsiasi argomento nella platea di un Popolo che deve essere trattato da adulto e non da imbecille. La notizia falsa, non va repressa, ma contrastata dalla notizia vera. Che dire poi dell’annunciato “scudo penale” per sanitari e amministratori che sono sulla “linea del fronte” della lotta al Coronavirus. Inoltre, in Europa non mancano manifestazioni di involuzione democratica, come in Polonia dove la Magistratura è stata asservita al potere esecutivo o in Ungheria ove, cogliendo l’occasione della pandemia, si rigurgitano pezzi di “zella” di dittatura, che solo il sangue dei martiri aveva sconfitto.Tutti gli elementi oppressivi e irragionevoli, che sono accessori alle disposizioni emergenziali generali di contenimento dell’infezione, e tutto l’atteggiamento adottato (come sopra accennato) da una élite political-scientifica che suggerisce e sostiene “regole” che (proprio come un virus) sono destinate a stabilizzarsi, rappresentano i sintomi fin troppo evidenti di un’infezione preesistente, interna alla Repubblica, che ora emerge come un herpes, sulla pelle dell’Ordinamento democratico e costituzionale italiano.Si deve combattere ora, subito, non dopo, con la discussione e con la diffusione delle notizie, senza paura, e con il ricorso alle Istituzioni nazionali e internazionali.Viterbo, 15 aprile 2020Giancarlo Barra – Segretario Generale della Federazione DIRPUBBLICA – Socio Fondatore del Movimento DEMOS-ITALIA – Presidente Applet (Associazione Privata Per l’Efficienza e la Trasparenza delle pubbliche amministrazioni).

La disputa religiosa.

LA DISPUTA RELIGIOSA

di Giancarlo Barra

Roma, 8 novembre 2021.

L’Umanità sta cambiando, incalzata dalle sue stesse scoperte che, come un apprendista stregone, non riesce più a governare. Un virus creato in laboratorio, che avrebbe potuto sterminare in pochi giorni tutto il genere umano, si limita, invece, a straziarlo come fa il gatto con il topo, rimandando ad un indefinito domani l’esito finale. Tutto questo accade in una lunga notte durante la quale ogni spiritualità appare spenta e il faro del cristianesimo sembra non illuminare più la civiltà. In tale oscurità, cinque strani personaggi (un medico ateo, una farmacista asiatica, un conduttore della RAI, un ministro di culto valdese e un sindacalista folle) dialogano fra loro, interrogandosi, insultandosi e disperandosi, ma alla fine ciò che prevale è proprio la Speranza, ultima a morire.

[08:50, 25/2/2021] Lucilla Ardin: Ieri radio Maria citava l’apocalisse e la presenza di una figura nella Chiesa che sarà responsabile della distruzione del cattolicesimo. I racconti di tre veggenti convergerebbero su questa profezia. Non sono così vicina alla chiesa da capire. Vorrei conoscere il vostro parere.

[02:11, 26/2/2021] Giancarlo BARRA: Carissima Lucilla, non sarà possibile distruggere la Chiesa e così anche il cattolicesimo, perché ce lo ha promesso Cristo. Non prevalebunt! “E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa” (Matteo, 18,18). Ciò premesso, la Chiesa cattolica sta attraversando un profondo stato di crisi e stanno verificandosi degli eventi molto preoccupanti. Il primo fra tutti, la misteriosa rinuncia di Benedetto XVI. Oggi, poi, si profilano elementi di panteismo, di idolatria e di relativismo. Si tratta di tre terribili eresie. Quando la tutela dell’ambiente si spinge a sostenere che la Natura è Dio, questo è panteismo, anche se sono i cattolici a dirlo. Ed è un’eresia perché è un concetto riduttivo di Dio, Sant’Agostino diceva che se tale tesi fosse vera, quando si calpesta lo sterco si calpesta Dio. È vero il contrario, Dio è nella Natura ma è più grande di Essa ed Essa non è padrona di Dio. Così anche la Chiesa Cattolica che, sì, è abitata dallo Spirito Santo, il Quale la proteggerà, ma non ne è la padrona. L’idolatria la rappresentiamo, di solito, con l’adorazione di una statua o di un quadro raffiguranti una divinità pagana. Ma anche questo è un concetto riduttivo, l’idolatria si realizza quando un Uomo si confeziona un dio tutto per sé, che deve fare ciò che gli aggrada e perciò lo adora. Un dio che fa comodo, in buona sostanza, creato da noi. Stesso concetto del primo, un dio piccolo con dei precisi limiti e confini. Be’ qualche segnale di questo tipo non è mancato a Roma, vedi: Pachamama. Relativismo religioso, stessa roba, direbbe un veneto! Tutte le religioni sono uguali, infatti esse sono l’evidente espressione della naturale pulsione dell’Uomo verso la trascendenza, alla ricerca di un dio. Ma c’è una religione che più uguale delle altre, che è il cristianesimo perché è stata rivelata, non da un Profeta, ma da Dio stesso. “Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai e come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se conoscete me, conoscerete anche il Padre: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto». “Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre. Come puoi dire: Mostraci il Padre? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me, ma il Padre che è con me compie le sue opere. Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se non altro, credetelo per le opere stesse». (Giovanni 14,5-11). Visto? Non esiste una religione del genere e dire il contrario, anche da parte dei cattolici, più o meno alti in grado, non è neppure buonismo, né falsa modestia, ma è blasfemia eretica. Ora se questo accade, per esempio, sulla tomba dei Martiri, cosa deve fare un cristiano? Pregare! Del resto, Papa Francesco non fa che dire: “pregate per me”! Preghiamo, quindi (e qui rispondo alla Tua domanda) restando in attesa del ritorno di Cristo. Facendo attenzione, però, perché Cristo, quando viene sulla Terra delude coloro che lo attendono! ❤️

[07:11, 26/2/2021] Athos RONDI: Cara Lucilla, se dai spazio a persone come questa che approfittano di una chat a fini scientifici per fare stomachevole proselitismo condito da linguaggio delirante, IO ABBANDONO. Per un attimo ho tentato di rispondere a costui sul destino inesorabile della sua chiesa, che è quello di vedere il crocifisso relegato in soffitta insieme alle statue di tutti gli altri idoli venerati dall’umanità che ci ha preceduto. Ma poi, continuando a leggere, ho capito quanto grave è il suo stato patologico di esaltazione. Non so chi sia e cosa faccia nella vita e non voglio saperlo. Spero solo che non danneggi le menti indifese di giovani e giovanissimi.

[08:47, 26/2/2021] Lucilla Ardin: Athos RONDI l’errore è mio non ho connotato il gruppo come “scientifico” ho scelto le persone a cui sono più legata per stima e che reputo in grado di un pensiero critico … a prescindere dalle proprie appartenenze o militanze. Il mio peccato è pensare fermamente che la diversità di visioni, di credo o di esperienze di vita siano una ricchezza e non un limite. Non tutto può essere sottomesso alla ragione e al pensiero logico, anche questa visione sottende ad una forma di radicalismo. Forse ingenuamente ho pensato che avere la possibilità di un confronto tra “cercatori di verità” (di cui ho una stima incondizionata) che partono da diversi punti di vista potesse essere un arricchimento reciproco, perché la rete tende a far selezionare un intorno simile a sé stessi generando un immancabile bias[1] di visione prospettica. Nessuno sa cosa c’è nel giardino dell’altro perché il confronto è fastidioso, impone di argomentare le proprie ragioni e non tutti sono in grado di farlo. Ognuno di noi frequenta circoli in cui si riconosce e cancella posizioni diverse dalle proprie distruggendo in buona sintesi il grande merito della dialettica. Non mi ricordo se ti avessi detto di aver seguito un master in bioetica, l’insegnamento più grande che mi è rimasto è stato quello della capacità di dialogo tra esponenti di ideologie incompatibili. Durante una lezione si confrontarono il fratello di Enrico Berlinguer e un Cardinale sul tema dell’inizio vita. Fu illuminante per me, ci dimostrarono che due persone mentalmente aperte che partono da posizioni diametralmente opposte … parlando insieme ed argomentando le proprie posizioni convergevano alla medesima conclusione sebbene ognuno di loro partisse da riferimenti culturali distanti anni luce. Dal mio punto di vista oggi parliamo tanto di razzismo, ma la prima vera forma di intolleranza nasce proprio dall’incapacità di accettare la diversità fisica o culturale dell’altro. A differenza tua ho apprezzato tantissimo l’analisi di Giancarlo che ha elaborato un pensiero raffinato ed equilibrato per chi vive quelle tematiche con un atto di fede. L’etica laica non nasce dalla cancellazione delle etiche degli altri ma dalla summa di tutte le tradizioni e pensieri. Giancarlo ha fatto un gesto di estrema apertura ha fornito una sua visione dei fatti che non richiede che tu sia d’accordo o condivida la sua posizione. Penso che come si debba portare rispetto ad un uomo che decide di andare in ufficio con gonna aderente e tacco 12 sebbene esuli dai miei parametri culturali, il rispetto vada riservato a tutti coloro che esercitano un pensiero o un atto di fede diverso dal tuo o dal mio. Mi hanno sempre insegnato che la ricchezza è la pluralità non l’esclusione, come avrai capito …sto puntando alla coerenza. La mente deve essere un paracadute aperto che non si chiude quando incontri una folata di pensiero cattolico. Mi avrebbe fatto molto più piacere leggere una analisi dell’evoluzione etico-religiosa attualmente in corso dal punto di vista di un razionalista, scientista o ateo … non so come preferisci definirti. Io da agnostica spirituale, ho ascoltato con molto interesse perché è stata la miglior sintesi letta ed ascoltata finora.

[08:54, 26/2/2021] Lucilla Ardin: È facile convergere su tematiche scientifiche, molto più articolato argomentare la propria visione etica del periodo in corso … questa è la sfida e di sicuro nessuno di noi detiene verità … quella potrà delinearsi fiocamente dalla risultante di tutti i punti di vista. Lo so mi piacciono le sfide impossibili …. ma le mie aspettative dalle persone di cui ho infinito rispetto e stima, tendono sempre al superamento dei limiti.

[09:01, 26/2/2021] Lucilla Ardin: Il quesito era quale alba nascerà su una società occidentale se il cattolicesimo o meglio la Chiesa di Roma dovesse non riuscire a superare la crisi? L’opposizione al cattolicesimo nasce dal potere esercitato dalla chiesa, ma se quel potere verrà meno cosa accadrà alla nostra società, alla nostra cultura occidentale? Volenti o nolenti siamo intrisi di filosofia cristiana … creare spazi vuoti significa lasciar spazio ad altro di avvicendarsi. Il problema più complesso se questo ALTRO, prenda le mosse dall’interno della Chiesa stessa. Giancarlo se interpreto bene ci dice che il cristianesimo non finirà mai, sempre pronto a risorgere su una pietra intorno alla quale radunare una comunità. Chi osserva questa sequela di fatti in evoluzione da altri punti di vista, anche materialisti … che interpretazione riesce a farne?

[09:35, 26/2/2021] Athos RONDI: Replico con la massima ben nota di Émile Zola: “La civiltà non raggiungerà la perfezione finché l’ultima pietra dell’ultima chiesa non sarà caduta sull’ultimo prete.”

[10:12, 26/2/2021] Lucilla Ardin: Athos RONDI bene questa è la posizione da cui parti e che è nota, ora attendo cortesemente l’argomentazione fornendo agganci ai segnali di cui si parlava sopra e che giungono da più parti. Le proprie convinzioni di base non devono oscurare la capacità di ragionamento!! Dietro quello che Giancarlo definisce idolatria naturista, io traduco iperliberismo naturista, che passando per Greta sembra aver invaso anche altri filoni della filosofia occidentale trovando sponda proprio in quel pachamama più volte richiamato. Il discorso a cui vorrei arrivare è più alto e riguarda pure te. Una volta trasformata la Chiesa dal di dentro, nessun potere potrà più opporre barriere a quello che si sta prefigurando. Guardate cosa indica il dito…non il dito.

[10:16, 26/2/2021] Lucilla Ardin: Dai segnali che provengono da più parti al grande reset globale, passando per il new deal.

[11:22, 26/2/2021] Giancarlo BARRA: Sig. Athos RONDI, forse farebbe bene a informarsi sui suoi interlocutori prima di indirizzargli delle invettive ricolme di disprezzo. Non mi sembra che io abbia offeso qualcuno, ho semplicemente risposto alla richiesta di Lucilla Ardin, secondo la mia scienza e coscienza. 👋 PS Il Crocifisso non lo appendo da nessuna parte, è di fronte ai miei occhi, sempre, h24!

[11:23, 26/2/2021] Rocco VALDESE: Anch’io sono un credente. Ma la mia fede è distante anni luce dell’intervento di Barra, ciò non toglie che io la rispetti (anche con la citazione sbagliata: Matteo 16 16 e seg.). Vedo anche come fumo negli occhi il Vaticano e la sua politica millenaria. Però un punto di Barra merita approfondimento: il concetto di idolatria, o più esattamente il concetto di idolatria raffrontato al concetto di libertà. Casualmente ne ho fatto il tema di un sermone domenica scorsa. Purtroppo, parlo a braccio, e non posso -per vostra fortuna- rifilarvelo qui. Dico due spunti: il termine libertà deriva da dio Liber Pater, che era il dio del caos. Come si pone il concetto di libertà/idolatria con la cretinata colossale, della quale avrete sentito parlare, di Amen Awomen?

[11:32, 26/2/2021] Giancarlo BARRA: La massima citata, di per sé è violenta; comunque, fonda sulla grande confusione cui spesso si cade fra cristianesimo e preti. Parlando con rispetto, perché i preti che ho conosciuto io personalmente sono dei giganti di umanità. Il mio ex parroco, don Maurizio Boa, è missionario in Sierra Leone in mezzo ai malati di ebola (lui con il Covid ci fa colazione). Purtuttavia la mia religione si fonda su Cristo e la mia Chiesa non è soltanto il Colonnato di San Pietro, ma la comunità dei fedeli, le cosiddette pietre vive. Ed io mi ritengo una pietra viva di questa immensa comunità mondiale. 👋

[13:01, 26/2/2021] Lamberto PROBIS: Sono davvero stupito nel notare un linguaggio così aggressivo e culturalmente modesto da mangiapreti di provincia. Meglio Peppone, era più umano e rispettoso della fede altrui.

[13:17, 26/2/2021] Giancarlo BARRA: Sì, in effetti nel mio intervento c’è un refuso, la citazione esatta, secondo le mie fonti è: Matteo 16,18-19 <<18 E io ti dico: “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. 19 A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli”>>. Grazie, comunque.👋

[09:56, 27/2/2021] Athos RONDI: Discutete di un passo palesemente spurio, fatto aggiungere al vangelo di Matteo dal pontifex maximus Damaso I quando fu eletto papa nel 366. Scopo dell’interpolazione era quella di far dichiarare a Gesù che il potere del pontefice fu voluto nientepopodimeno che da dio.

[10:33, 27/2/2021] Rocco VALDESE: In effetti il sospetto che sia una interpolazione è fondato

[10:47, 27/2/2021] Lucilla Ardin: Federico ALDINI pone un aspetto curioso: il rapporto tra il pontificato e il vaccino; il Pontefice durante l’angelus di qualche settimana fa solleva la questione della vaccinazione. Dico come premessa che il mio ragionamento è basso e grezzo ma …sottende la mia grande ansia. Dobbiamo quindi ritenere che l’etica sociale del vaccino debba essere quella dei cattolici? Due i temi sociali portati avanti da Francesco il pagamento delle tasse e il vaccino. La questione della libertà individuale bussa prepotentemente. Oggi si ribalta il piano della discussione essere liberi in questa accezione significa pagare le tasse e vaccinarsi? Dove è finita la componente spirituale? Fino a qualche anno fa le questioni teologiche portate avanti dai pontefici erano di alta teologia…

[11:19, 27/2/2021] Athos RONDI: D’accordo. Ma se intervengo su questo, anche solo su questo, scoprirai una visione ancora più sconfortante e disarmante della tua, comunque in linea con la strasecolare sete di potere della chiesa trionfante di Roma.

[12:37, 27/2/2021] Rocco VALDESE: Awomen è una cretinata, ma non “una cretinata e basta” perché sottende a una visione del mondo improntata al più stretto politicamente corretto (e in questo uomo po’ riprende anche il discorso di Lucilla). Se l’ideologia di genere vuole che (giustamente, peraltro) ci sia parità tra i sessi, questo è un ordine al quale non si può e non si deve resistere, anche contro la logica, la storia, l’assennatezza, e anche contro la grammatica. Questo è il pensiero totalizzante di oggi.

[13:06, 27/2/2021] Rocco VALDESE: Quanto al “magma” indifferenziato e pauperistico in cui alcune chiese stanno scivolando, è vero. Ma le chiese sono una cosa, il Cristianesimo un’altra.

[15:44, 27/2/2021] Lucilla Ardin: https://www.facebook.com/ProjectNightfall/videos/132386892106191/?sfnsn=scwspwa

[15:46, 27/2/2021] Lucilla Ardin: Quando le barriere etiche crollano, il passo successivo è l’uomo dio. Abbiamo slatentizzato le terapie geniche sulla popolazione con il vaccino Astra Zeneca…quanto è lontano il passo verso l’eugenetica?

[00:43, 28/2/2021] Lamberto PROBIS: Il problema è che si è confuso e si confonde la parità tra i sessi non come parità di diritti (che è ovviamente giusto) ma come uguaglianza di genere (ontologicamente errato). FINALMENTE le associazioni di lesbiche che protestano per l’ammissione di atleti maschi transgender alle gare sportive femminili, hanno fatto una affermazione chiave: LE DONNE E GLI UOMINI SONO DIVERSI. Stanno cominciando ad esplodere le contraddizioni, ma i mass media mettono la sordina o per stupida adesione al galateo del politically correct o per luciferina adesione ad un progetto di eliminazione dell’identità che è l’ultimo vero ostacolo al dominio dittatoriale assoluto. Da quello che vedo qui, mi rendo conto che leggendo “La Sindrome del criceto” scoprireste ben sistematizzate una serie di questioni che in questo spazio vengono appena sbocconcellate. Perdonate la spudorata promozione, ma non passa giorno che non ritrovi sui media temi già approfonditi, in questo saggetto trattati come di grande attualità: Elon Musk[2], la sua Neuralink[3] e i suoi dannosi satelliti, le bugie sui risparmi dell’auto elettrica, l’outing censurato di Christopher Dummit[4], i guai dell’I.A.[5] e della singolarità;  sopra tutto,  tutta la questione del gender trattata con uno sguardo sistematico e approfondito dalla documentatissima avvocato Elisabetta Frezza[6]. Non a caso alla fine del libro si propone il Movimento dei GRU come soluzione, non come l’ennesimo angolo in cui chiacchierare. Propongo che a breve si faccia un incontro in diretta via Zoom magari un sabato sera, così che ci si possa confrontare de visu per trarre anche qualche conclusione operativa.

[02:05, 28/2/2021] Giancarlo BARRA: Cara Lucilla Ardin, ora il tuo amico Athos RONDI, ci mostrerà un’antica pergamena che costituisce la prova della manipolazione di Papa Damaso I; sicuramente ne sarà in possesso (o ci dirà dov’è) altrimenti non avrebbe potuto parlare con tanta sicumera. Purtuttavia non possiamo escludere che la Sacra scrittura abbia subito delle manipolazioni nel corso dei millenni. Esistono però almeno due circostanze da considerare;

1) una menzogna non può sorreggere per 1.800 (dopo Damaso I) l’espansione globale (diciamo oggi) della Chiesa cattolica, neppure è possibile che da un falso derivino quelle innumerevoli Personalità che il mondo cattolico ha donato all’Umanità (che so: Galileo Galilei, Tommaso Campanella, Caterina da Siena, Elisabetta d’Ungheria, …. pescando qua e là;

2) c’è un’altra circostanza, però, che non può essere trascurata ed è quella cui mi riferivo prima: Dio fa cose strane, che spesso ci deludono! È capace, infatti, di far germinare la Misericordia da un atto criminale. Chissà, allora, che non abbia usato il calamo di un falsario per completare ciò non era stato detto esattamente nei Vangeli?

Damaso, secondo il Tuo amico, avrebbe fatto dichiarare a Gesù: “che il potere del pontefice fu voluto nientepopodimeno che da dio”. Certo, chi non crede che Gesù è Dio, può ben fare questo ragionamento. Ma non c’è un concetto più alto e luminoso di quello di un Dio che scende nell’Umanità, se ne riveste e resta con Essa; se le cose non vanno nel verso giusto è sempre perché ci allontaniamo da questo Dio che è con noi anche e soprattutto quando lo rifiutiamo. “Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Matteo, 28,20).

[09:46, 28/2/2021] Lucilla Ardin: https://www.facebook.com/313820309356251/posts/954600638611545/?sfnsn=scwspwa

[09:46, 28/2/2021] Lucilla Ardin: L’identità culturale passa attraverso anche il proprio artigianato.

[09:47, 28/2/2021] Lucilla Ardin: È giusto distruggere tutte queste forme di artigianato in nome delle produzioni industrializzate? Abbiamo smantellato un artigianato che ha impiegato secoli passando di padre in figlio per essere messo a punto. Le botteghe artigianali sono state chiuse in nome della modernità. Non dovrebbe esistere una archeologia delle antiche arti e mestieri? È giusto creare un mondo basato su prodotti made in rpc perdendo così radici culturali e l’arte del saper fare?

[10:16, 28/2/2021] Lucilla Ardin: Leggendovi, oltre ad imparare e ad attingere a piene mani dalle vostre conoscenze e considerazioni, stavo riflettendo che…in fondo le abitudini sessuali, la confessione religiosa, lo stato di salute, ma anche la propria ideologia politica, ci identificano e ci rendono l’uno diverso dall’altro, non a caso sono i pilastri etici della normativa sulla privacy, perché afferiscono alla sfera intima della propria natura di uomini. Mi domando e vi domando…una “palestra di pensiero critico” per poter funzionare deve evitare provocazioni che potrebbero toccare proprio quella sfera intima? Ancora più interessante sarà l’esperimento richiesto da Lamberto e a cui aderisco con piacere, quando volete possiamo lanciare un meeting su zoom o altra piattaforma.

[10:21, 28/2/2021] Lucilla Ardin: In generale temo che l’argomento di base sia proprio la perdita identitaria e per la prima volta dopo 2000 anni anche i pilastri della chiesa stanno cedendo. Questi sono i segnali su cui vorrei stimolare la Vostra curiosità ed intelligenza. Non si tratta di dare supremazia alla religione o alla scienza perché a mio avviso tutto sta finendo in un magma indistinto. La politica entra nella scienza, l’etica cattolica, fa propri strumenti di stato …in un magma indistinto senza paletti ne’ confini. Qui è una chiamata alle armi … per chi ancora vuol esercitare un pensiero critico, libero.

[10:22, 28/2/2021] Lucilla Ardin: A questo proposito ho aperto un profilo su “signal” come deciso nell’ultima riunione in VC, ne avete anche voi uno?

[10:35, 28/2/2021] Lucilla Ardin: https://youtu.be/51LFHi6TUSE

[10:40, 28/2/2021] Lucilla Ardin: Vox è tacciato da più parti di essere “complottista”….ma le tematiche sollevate a mio avviso hanno un senso. Perché un sacerdote si esporrebbe in questo modo rischiando immagino l’allontanamento o la scomunica. Non mi sono mai interessata alle questioni interne alla Chiesa di Roma ma tutti questi segnali …. mi hanno inquietata. Le mie sensazioni trovano conferma in queste interviste forse deliranti …. proprio per questo faccio appello alla vostra lucida capacità critica per rassicurarmi che il magma sociale e culturale dell’omologazione di “consumatori-cittadini”, compro e quindi sono …. non prevarrà su tutto.

[13:09, 28/2/2021] Athos RONDI: Cara Lucilla, mi dispiace insistere nell’off topic, ma il tuo amico mi costringe. Lui crede di sbeffeggiarmi ironizzando su un’ipotetica pergamena che dimostri la falsificazione della pericope Tu es Petrus. Forse lui non conosce neanche la falsa Donazione di Costantino, sbugiardata da Lorenzo Valla[7], quando oramai era troppo tardi per poter far crollare, insieme a quel falso proclama, l’intero castello di sabbia del cristianesimo.  Giancarlo BARRA ritiene che sia necessaria la pistola fumante della falsa pergamena per dimostrare un’interpolazione. Ignora, evidentemente, gli altri innumerevoli strumenti di cui l’analista stoico dispone per invalidare l’autenticità di un passo in un antico manoscritto. Mi ha accusato di sicumera, forse confondendo con la parola che più teme da un razionalista scientifico quale mi considero, la “sicurezza”, non la sicumera. Sicurezza che, come per tutti coloro che conservano mentalità scientifica, non è mai assoluta, ma relativa a ciò che i dati, criticamente analizzati, comparati e verificati, ci dicono. E cosa ci dicono i dati storici sulla pericope di Matteo? Cominciamo col dire che se si scorre la “Lettera ai Romani”, scritta nei primi anni ’50 d.C., si legge che Paolo di Tarso saluta le trenta personalità più note della Chiesa di Roma, tuttavia senza citare il nome del “collega” Pietro, il quale, secondo la attuale dottrina, avrebbe dovuto esser lì ed esserne il capo. Il grave controsenso si spiega con il fatto che gli anonimi scribi con lo pseudonimo del mai esistito Paolo di Tarso, redassero le “Lettere” prima di sapere che la successiva evoluzione della religione cattolica decretasse che fu “trasmessa da Dio a Pietro apostolo”, e subito imposta nell’Impero con l’Editto di Tessalonica del 380 d.C. con il quale si costituì il neonato “Impero Cattolico Romano”. Impero cattolico: già questa dicitura fa capire il potere del cesaropapista Damaso I, insignito del titolo (che appartenne per primo a Giulio Cesare) di Pontifex Maximus. Ma veniamo alla pericope Mt 16,18. Questo fondamentale e ineludibile comandamento era ignorato dallo storico Vescovo Eusebio di Cesarea appena sessanta anni prima dell’Editto di Tessalonica del 380 d.C. Eusebio, infatti, sebbene nella sua lunga e particolareggiata “Storia Ecclesiastica”, scritta prima del “Concilio di Nicea” del 325, tratti a fondo i protagonisti dei vangeli, dimostra di non conoscere il citato Dogma del “Primato di Pietro”, essendo morto nel 339 d.C. Ma il potente cesaropapista Damaso, quando ingiunse questo dettato di Cristo Dio, non conosceva le testimonianze delle “Lettere”, redatte decenni prima di lui dagli scribi cristiani che le accreditarono all’apostolo Paolo. Damaso commise un gravissimo errore tattico perché nella “Lettera ai Romani” a Paolo di Tarso non risulta questo ordinamento evangelico, del primato di Pietro, che avrebbe obbligato l’apostolo a salutare i trenta romani, da lui tutti chiamati personalmente per nome, iniziando da Pietro apostolo, loro capo, Vescovo di Roma e detentore delle chiavi del Regno dei Cieli. Cosa ancor più assurda, nella sua contraddizione, è che Paolo, ignorando la presenza di Pietro, dopo la propria presentazione ai Romani, in spregio al preciso comandamento di Cristo, si dispone come iniziatore della loro evangelizzazione: “…sono quindi pronto, per quanto sta in me, a predicare il vangelo anche a voi di Roma” (Rm 1,15). A conferma di questa grave contraddizione concorre la mancanza di riferimenti al Primato di Pietro negli Atti degli Apostoli, laddove si descrive la permanenza di Paolo a Roma senza che questi sappia che ne era Vescovo Pietro, Capo degli apostoli e dei Cristiani. Anche nelle lettere “Ai Colossesi” e “A Filemone”, Paolo di Tarso “ringrazia i compagni che lo sostengono a Roma” senza citare il loro Capo: san Pietro. Questa è la mia replica al genuflesso tuo commentatore, il quale, sicuramente sprovvisto di controargomentazioni razionali si affida ai sogni irrazionali della fede quando scrive “Chissà, allora, che [Dio] non abbia usato il calamo di un falsario per completare ciò non era stato detto esattamente nei Vangeli?”. Dimostrandosi ancora una volta, non solo un difensore impreparato della sua religione, ma anche un interlocutore scorretto, ignaro della regola (proveniente da un antico e leale religioso) del “etsi deus non daretur”[8]. Ma no, lui non ce la fa. Ogni suo discorso deve essere farcito di elementi trascendenti: dio, anima, spirito santo, provvidenza e altri bla bla bla che stanno solo nella sua testa. Perché è scorretto? Perché lui sa bene che contro questi argomenti non si può opporre nulla. Che studiasse un pochino pochino Popper e il principio della falsificabilità. Questo è quello che scrive il “mangiapreti di provincia”, egregio signor Lamberto PROBIS. Un mangiapreti di Napoli città che ha lavorato come medico con preti missionari in Africa, prima al sud del Benin, poi in Costa d’Avorio, poi ancora al nord del Benin, dove ha conosciuto, oltre a semitonacati loschi personaggi, anche religiosi di grandissimo valore (che lei sicuramente non ha avuto gioia e fortuna di conoscere) come Fiorenzo Priuli (cerchi). Persone che avrebbero potuto operare meritoriamente ed eroicamente allo stesso modo senza portare la croce in petto. Persone di cui le iene della Chiesa si servono per vantare meriti che non appartengono loro bensì ai singoli operatori. Posso solo dirle una cosa: fra’ Fiorenzo, nelle lunghe ore di lavoro insieme, in sala operatoria, in reparto o a tavola, non si è mai permesso di inserire la parola “dio” nei suoi discorsi. Mai.

[18:27, 28/2/2021] Rocco VALDESE: Athos RONDI non me ne vorrà, ma in parte sono d’accordo con lui. Una ampia scuola di pensiero non riconosce alcuna sovra ordinazione al Papa, né gli attribuisce alcun primato anche in base alle argomentazioni di Athos RONDI. Quanto alle contraddizioni (non mi riferisco al fatto che Paolo non riconoscesse alcun primato a Pietro: quella è storia, non contraddizione), ce ne sono senza dubbio. Le Lettere e i Vangeli sono testimonianze umane, non resoconti storici. E vanno accettate come tali. Ma da qui a considerare il cristianesimo come invenzione postuma, ce ne corre. Poi vorrei pregare chi scrive di non confondere cristianesimo e religione cattolica, sono due cose diverse. Come del resto sono cose diverse anche cristianesimo e protestantesimo, valdismo ecc.

[18:53, 28/2/2021] Athos RONDI: Rocco VALDESE “al fatto che Paolo non riconosce alcun primato a Pietro: quella è storia, non contraddizione”. No, mi spiace, quella è non-storia. È la dimostrazione, insieme ad una moltitudine di altre contraddizioni e inammissibili silenzi, che Paolo non è personaggio storico, il primato di Pietro è un falso del IV secolo e che le lettere paoline sono state scritte senza alcun riferimento non solo a Mt 16, ma a tutti e quattro i vangeli, perché il Cristo evanescente di Paolo non ha niente a che vedere col Gesù dei vangeli. Sono due realtà letterarie diverse. Sul fatto che i cristianesimi siano e siano stati tanti sono d’accordo. Tanti, una caterva, decine e decine di sette cristiane ognuna con la sua ricetta del Salvatore dell’umanità, nate anche ben prima dell’immaginaria venuta di Gesù sulla Terra. Si son fatte la guerra a colpi di scomunica reciproca, ma con Costantino prima e con l’editto di Tessalonica[9] poi sappiamo come andò a finire.

[19:04, 28/2/2021] Rocco VALDESE: Purtroppo su queste ultime affermazioni non ti posso più seguire né rispondere perché sono per te evidenti verità di fede. Le rispetto, ma non posso essere d’accordo

[19:11, 28/2/2021] Athos RONDI: La tua risposta è quasi offensiva. Ho mostrato – a te e all’amico di Lucilla – che tutto ciò che affermo ha una base documentale critica, sottoposta al vaglio scientifico. Al contrario si può negare tutto ciò solo con una buona dose di fede, presumo la tua.

[19:16, 28/2/2021] Rocco VALDESE: Io non mi vergogno della mia fede, anzi. Ma quello che scrivi su Paolo è indifendibile. Tant’è che le sue lettere sono del 50 e l’ultimo Vangelo del 95

[19:27, 28/2/2021] Athos RONDI: Conosco la datazione ufficiale. Anche il frammento papiraceo p52[10]viene datato I secolo. Sono ipotesi costruite per giustificare l’intera bufala storica del cristianesimo delle origini. Non c’è nulla di scientifico in quelle datazioni. Parliamo della datazione dei manoscritti originali e poi ne riparliamo. Chiudiamo qui.

[19:37, 28/2/2021] Lucilla Ardin: Athos RONDI vi state accanendo contro il cristianesimo come se buddismo, islamismo, bramanesimo, animismo o confucianesimo fossero filosofie o religioni che potrebbero sopravvivere al confronto della ragione. Athos RONDI si accanisce contro ciò che ha approfondito nella scarsa consapevolezza delle conseguenze lasciate dal vuoto di potere. Mi stanno bene questi ragionamenti fintanto che lo spazio vuoto lasciato dal cattolicesimo rimanga tale ma sapete meglio di me che non esisteranno mai vuoti di potere. Da persone intelligenti come siete sapete meglio di me che non sarà così. L’idea che una religione universale di stampo liberista possa sostituirsi alla conservatrice religione cattolica mi fa venire sudori freddi. Ad Athos RONDI che chiede al cristianesimo spiegazioni che nessuna religione al mondo potrebbe fornire chiedo se sia pronto ad affrontate le conseguenze delle azioni finalizzate alla distruzione della Chiesa di Roma. Siamo veramente pronti all’assenza di alcun paradigma etico nel momento in cui l’intelligenza artificiale punta a sostituirsi non tanto all’uomo quanto a Dio?

[19:40, 28/2/2021] Rocco VALDESE: Lucilla, io non mi accanisco assolutamente contro il cristianesimo, religione nella quale mi riconosco in toto

[19:41, 28/2/2021] Rocco VALDESE: Però i valdesi non ne hanno una visione chiusa o dogmatica, ma si confrontano con la realtà. E anche con le idee diverse

[19:44, 28/2/2021] Lucilla Ardin: Vincenzo pongo problemi generali a cui nessuno ha neanche provato a dare risposta

[19:44, 28/2/2021] Rocco VALDESE: Quanto alla chiesa cattolica, non mi pronunzio perché non ne faccio parte. Però posso dire che questo Papa mi lascia un po’ interdetto. Ma non è cosa che mi riguardi direttamente

[19:45, 28/2/2021] Lucilla Ardin: A me non interessa nulla di quale sia la verità…ora mi interessano le transizioni di potere

[19:47, 28/2/2021] Lucilla Ardin: La Chiesa di Roma poteva essere un baluardo a protezione di alcuni principi basilari della nostra società…vedere smantellare la Chiesa richiede l’impegno di ognuno di noi per scendere in campo per preservare un’epoca oramai annientata

[19:48, 28/2/2021] Rocco VALDESE: Il Vaticano è uno Stato sovrano, e protegge i suoi interessi

[19:48, 28/2/2021] Lucilla Ardin: O devo pensare che chi vuole la fine della Chiesa sia favorevole anche all’eugenetica, al trasferimento della memoria su PC, all’IA senza limiti, al transumanesimo?

[19:48, 28/2/2021] Lucilla Ardin: Si un tempo ora non più.

[19:48, 28/2/2021] Athos RONDI: Lucilla io non discuto il diritto alla fede in questo o quel credo e quando mi dichiaro non credente lo faccio con umiltà perché so che non posso dimostrare l’inesistenza di ciò che presumo essere inesistente. Pertanto, non espongo il mio “ateismo debole”, io attacco senza pietà e senza esclusioni di colpi chi pretende di dare dignità storica a qualcosa che può stare, appunto, solo nella dimensione della fede. Che si creda in un Dio personale o impersonale, in una dimensione celeste, negli angeli, negli arcangeli e ci più ci crede più ce ne metta, non discuto. È un loro diritto. Guai a loro però parlare di storia: li faccio a pezzi (figuratamente, ovvio), perché è la Storia, quella vera e seria che fa venir giù tutto il castello di menzogne che si avvale di testimonianze false, interpolazione e distruzione di documenti autentici, costrizione al silenzio per chi osava fare venir fuori l’inganno.

[19:49, 28/2/2021] Lucilla Ardin: Athos RONDI sai benissimo che la tua posizione di ateo è altrettanto attaccabile

[19:50, 28/2/2021] Lucilla Ardin: Mi sembra sciocco e infruttuoso impegnare intelligenze nella dimostrazione dell’indimostrabile a priori.

[19:51, 28/2/2021] Athos RONDI: Ma quando mai, Lucilla! Basterebbe anche solo l’abolizione del concordato con un risparmio netto di dieci miliardi/anno!

[19:51, 28/2/2021] Lamberto PROBIS: L’espressione mangiapreti di provincia era riferita semplicemente al rozzo e aggressivo linguaggio che riscontravo. E poi finiamola con queste troppo facili contrapposizioni dicotomie tra santi-laici e preti-farisei, sembra di leggere il Fatto. Trovo queste diatribe poi del tutto fuori tema rispetto alle intenzioni di Lucilla, che riguardano la ben più ampia questione dell’identità, che ha a che fare proprio con il riconoscimento delle origini.

[19:51, 28/2/2021] Lucilla Ardin: Visto che vi sentite così muscolosi…rispondete ai miei quesiti…grazie mille

[19:52, 28/2/2021] Athos RONDI: Infatti la mia posizione di ateo non è in campo. L’ho scritto e chiarito. La mia posizione è di storico … onesto.

[19:52, 28/2/2021] Lucilla Ardin: Athos RONDI abbiamo capito tutti…quanto tempo dobbiamo aspettare per affrontare la problematica in gioco?

[19:53, 28/2/2021] Lucilla Ardin: Siamo tutti annoiati di ascoltare questioni scontate e vecchie…io voglio previsioni, il passato lo lasciamo agli storici e storiografi

[19:53, 28/2/2021] Athos RONDI: Non è in discussione la dimostrazione dell’indimostrabile, ma possiamo discutere se Giulio Cesare passò il Rubicone o no?

[19:54, 28/2/2021] Lucilla Ardin: No

[19:54, 28/2/2021] Lucilla Ardin: Perché sei fuori tema

[19:54, 28/2/2021] Lamberto PROBIS: 👍🥰😇

[19:55, 28/2/2021] Lucilla Ardin: Se devi fare una sostituzione dell’anca non ingessi il paziente al braccio…perché è questo che stai facendo!!

[19:55, 28/2/2021] Athos RONDI: Ok. Mi fermo qui ma discutere del passaggio del Rubicone non equivale a discutere della verginità di Maria.

[19:55, 28/2/2021] Lucilla Ardin: Ufffffffffffaaaaaaa

[19:55, 28/2/2021] Lamberto PROBIS: Si proprio, uffaaa!

[19:55, 28/2/2021] Lucilla Ardin: Per quale anno riuscirai a rispondere al mio quesito?

[19:56, 28/2/2021] Athos RONDI: Non è stata colpa mia. Chiedo scusa. È stata colpa di un fanatico religioso esaltato che mi ha trascinato fuori tema.

[19:57, 28/2/2021] Lucilla Ardin: Athos RONDI chiedo io scusa a Giancarlo per i toni irrispettosi. Voglio sentirti argomentare sui miei quesiti…ce la farò????

[19:57, 28/2/2021] Lamberto PROBIS: Non può farlo: è troppo impegnato a dimostrare la propria superiorità storico-scientifico-teologica e quant’altro. E sarebbe pure colpa di qualcun altro, ma dai, questo sì che è ben poco scientifico!

[19:58, 28/2/2021] Athos RONDI: Chiedo scusa “A” o “PER” ?

[19:58, 28/2/2021] Athos RONDI: Chiedi”

[19:59, 28/2/2021] Lucilla Ardin: Voglio palmare la vostra intelligenza, vi rispetto perché avete una cultura ben più ampia della mia…ma siete indisciplinati…la zuffa non è contemplata

[19:59, 28/2/2021] Lucilla Ardin: Palpare

[19:59, 28/2/2021] Lucilla Ardin: Uffa pure il correttore ci si mette di mezzo

[19:59, 28/2/2021] Athos RONDI: 👋

[20:01, 28/2/2021] Lucilla Ardin: Appena finita la pandemia vi inviterò ad una battaglia a cuscinate…ma fino ad allora il prossimo che fa polemiche lo epiteto malamente

[20:14, 28/2/2021] Athos RONDI: Ok ci sto. Però chiedo che la discussione resti sui binari del ragionamento laico. Al prossimo intervento da “predicatore itinerante” del web vi saluto, col piacere dei più.

[20:17, 28/2/2021] Lucilla Ardin: Athos RONDI se non tiri fuori immediatamente la tua intelligenza per seguire il ragionamento … giuro la prossima volta che ci vediamo ti metto puntine da disegno sulla sedia, per ulteriori strumenti di tortura mi documentato’ sui documenti della santa inquisizione!

[20:17, 28/2/2021] Athos RONDI: 😱😂

[20:23, 28/2/2021] Giancarlo BARRA: Io scriverò come riterrò opportuno di fare. In notturna, forse, la mia replica. Personalmente ritengo di aver esposto le mie tesi, senza pretendere che nessuno le sposi. A Lucilla che mi ha fatto delle domande ho risposto secondo scienza e coscienza e con il cuore in mano! A questo hanno fatto seguito una serie di invettive che, lo riconosco, mi hanno conferito maggiore energia e stimolo speculativo. Ma sempre di invettive si tratta, non giustificabili in alcun modo, non appartenenti ad un sereno e civile confronto, ricolme di livore, aggressività e violenza. Mi viene da dire: cosa ci fai, caro sig. Athos RONDI, della Tua scienza se questo è il modo con il quale Ti rapporti con il prossimo? A cosa Ti servirà? A farti arrabbiare ogni volta! Ma, lo ripeto, tutto questo, per me, paradossalmente, è un bene prezioso.

[20:55, 28/2/2021] Athos RONDI: Lucilla Ardin si annuncia l’arrivo di un altro salmo. Poi non dire che …

[20:55, 28/2/2021] Giancarlo BARRA: 😂😂😂 Dal punto di vista della Fede, non ha senso, secondo me, porre sotto al microscopio il materiale ove sono state collocate scritture che i credenti considerano ispirate. Va bene, come ha detto qualcuno in questa discussione, cercare di stabilire se effettivamente Giulio Cesare varcò il Rubicone o, aggiungo io, se Alessandro Magno raggiunse mai la Cina, ma non quando si parla di Dio. Il nostro è un Dio nascosto, si vede e non si vede, quando si manifesta, come dicevo prima, delude tutti. Si è nascosto così bene che se ci mettiamo ad analizzare con il metodo scientifico i Libri che contengono la Sua parola, ci troviamo di fronte a frammenti, imprecisi e contraddittori. Si è così nascosto che, essendosi incarnato, è andato a collocarsi in una regione sperduta e sconosciuta, in un’epoca non troppo definita, in mezzo a personaggi, per lo più, illetterati, tendenzialmente criminali, poco raccomandabili e di facili costumi. E perché questo Dio (che io non terrò mai per me, ma lo annuncerò sempre) si nasconde? Perché sembra che si nasconda, ma non è così! La Ragione sforzandosi lo vede sfocato, confuso, spezzettato in mille papiri consunti, lo vede con la coda dell’occhio, vede le tracce del suo passaggio; ma la Fede no! La Fede lo vede chiaramente! Non ci siamo fatti, forse, un’idea precisa di Lui? Ebbene, è importante, allora, sapere se Matteo ha veramente scritto il Vangelo a Lui attribuito? Se Giuda si è veramente impiccato? Se Gesù aveva fratelli oppure no? Se è nato davvero a Betlemme e non a Nazareth? E se è reale la strage degli Innocenti? La scienza può dirci una di queste tre cose: 1) questa cosa non è spiegabile sulla base delle attuali conoscenze (scelta sapiente); 2) questo cosa non è provata (scelta prudente); 3) questa cosa non esiste, è solo nella testa della gente (scelta saccente). La ragione, però, non si limita a costruire dei binari cui spingere in avanti il treno della conoscenza, ma sa anche guardare indietro. Un castello di sabbia può resistere duemila anni al vento e alle onde del mare? Una civiltà avanzatissima può sorgere da un gioco di bimbi? Paolo, l’Apostolo delle Genti, in realtà non è altro che la macchinazione di una casta di scrivani? E Damaso è uno spregiudicato tiranno? E sono arrivati fino a noi? Neppure il Re David era uno stinco di santo! E che dire del Grande Re Salomone, il quale non si fece mancare neppure l’idolatria. Eppure, Dio su di loro aveva costruito i suoi progetti … “Tu es Petrus”!!!  E quei progetti di Dio si sono realizzati su di noi. Non si sono realizzati i progetti di Ramses, o di quelli di Ciro il Grande, neppure quelli di Nezahualcoyotl, ma quelli costruiti su David, Salomone e Damaso, si sono tutti realizzati. E se oggi Lucilla, giustamente teme la scomparsa di questi riferimenti è proprio perché teme la scomparsa della propria e nostra identità umana! Sempre per questa via empirica, capirete che il cattolicesimo non è una delle tante scintille del cristianesimo, ma è un braciere ardente. Infine, vorrei dire alla cara Lucilla, non è questo il solo momento buio trascorso dalla Chiesa, pensa che al Concilio di Costanza c’erano tre papi regnanti; probabilmente dovremo affrontare una grande tribolazione a causa delle nefandezze dei nostri tempi (guarda il Festival di Sanremo, sembra un sabba infernale), ma poi tornerà il sereno perché ce lo ha promesso Cristo. Se puoi, prega! Prega come Francesco d’Assisi, come Chiara Lubich, come Bernadette o Teresina di Liesieux. Oppure, e va ugualmente bene, fa come se Dio esistesse “veluti si Deus daretur”![11] ❤️


[1] bias ‹bàiës› agg. e s. ingl. [dal fr. e provenz. ant. biais «obliquo», di etimo incerto] (pl. biases ‹bàiësi∫›), usato in ital. come agg. e s. m. – Termine che significa propriamente obliquo, inclinato, e, come sostantivo, obliquità, inclinazione, tendenza, usato con significati specifici in varie discipline (tendenza a deviare dal valore medio in statistica, polarizzazione in meccanica e in elettronica, ecc.). In particolare, nella tecnica della registrazione magnetica, bias current («corrente di bias»), in italiano detta anche corrente di polarizzazione, è la corrente alternata di alta frequenza convogliata al circuito di registrazione sia per ridurre la distorsione sia per la cancellazione del programma registrato (da: https://www.treccani.it/vocabolario/bias/).

[2] Elon Reeve Musk (Pretoria, 28 giugno 1971) è un imprenditore sudafricano con cittadinanza canadese naturalizzato statunitense. Elon con un modello di Starship CEO e CTO di Space Exploration Technologies Corporation (SpaceX),[2] CEO e product architect di Tesla e cofondatore e CEO di Neuralink. Inoltre è presidente di SolarCity, fondatore di The Boring Company[4] e cofondatore di PayPal e OpenAI.[5] Ha inoltre proposto un sistema di trasporto super veloce conosciuto come “Hyperloop”. Musk ha affermato che l’obiettivo di SolarCity, Tesla e SpaceX ruota intorno all’ideale di cambiare il mondo e l’umanità. Tra gli altri, ha lo scopo di ridurre il riscaldamento globale tramite l’utilizzo di energie rinnovabili, e ridurre il rischio dell’estinzione umana o di catastrofi naturali stabilendo una colonia umana su Marte. Tramite Starlink, una costellazione di satelliti prodotta e gestita da SpaceX, Elon Musk vuole fornire internet ad alta velocità e bassa latenza a tutto il pianeta. Secondo Forbes, al 16 ottobre 2021, con un patrimonio stimato di 214.8 miliardi di dollari, risulta essere l’uomo più ricco del mondo (https://it.wikipedia.org/wiki/Elon_Musk).

[3] Neuralink Corporation è una azienda statunitense di neurotecnologie, fondata da un gruppo di imprenditori, tra cui Elon Musk, che si occupa di sviluppare interfacce neurali impiantabili. La sede dell’azienda è a San Francisco; è stata avviata nel 2016 e fu riportata pubblicamente per la prima volta a marzo 2017. Il marchio “Neuralink” è stato acquistato dai precedenti proprietari a gennaio 2017. I fondatori hanno background culturali e formativi diversi; secondo quanto dichiarato da Elon Musk a Tim Urban, questa scelta è stata compiuta al fine di avere un team di esperti interdisciplinari.

Dalla sua fondazione, l’azienda ha assunto molti famosi neuroscienziati di varie università. Fino al luglio 2019, ha ricevuto $158 milioni di finanziamenti (di questi $100 milioni di Musk) e aveva 90 impiegati.[11] Al tempo, Neuralink annunciò che stava lavorando a un dispositivo “simile a una macchina per cucire” capace di implementare fili molto sottili dentro il cervello, e dimostrò un sistema che legge informazioni da un topo di laboratorio tramite 1500 elettrodi (che si dice essere 15 volte più dell’attuale massimo per sistemi usati nei cervelli umani), e anticipò che avrebbe cominciato gli esperimenti con gli umani nel 2020 (https://it.wikipedia.org/wiki/Neuralink).

[4] Christopher Dummitt, professore associato di storia presso la Trent University di Peterborough, autore di due libri: The Manly Modern: Masculinity in the Postwar Years (Vancouver 2007) e Contesting Clio’s Craft: New Directions and Discussates in Canadian History (London, 2009). Il primo, in particolare, è definito “il primo grande libro sulla storia della mascolinità in Canada” e “si rivolge a studiosi e studenti di storia, studi di genere e studi culturali”, nonché ai “lettori interessati alla storia e alla costruzione sociale del genere”. Il “genere” inteso dunque come una costruzione sociale e culturale, in una visione dei sessi in cui nulla è determinato: anche il corpo e la biologia sarebbero sottoposti all’agire umano, secondo una prospettiva post-moderna e costruttivista.

[5] I.A. «L’intelligenza artificiale è una disciplina appartenente all’informatica che studia i fondamenti teorici, le metodologie e le tecniche che consentono la progettazione di sistemi hardware e sistemi di programmi software capaci di fornire all’elaboratore elettronico prestazioni che, a un osservatore comune, sembrerebbero essere di pertinenza esclusiva dell’intelligenza umana» (https://it.wikipedia.org/wiki/Intelligenza_artificiale).

[6] Elisabetta Frezza Bortoletto. Bologna, 1967. Maturità classica nel liceo classico Tiziano Vecellio di Belluno, 1986. Laurea in giurisprudenza nella Università degli Studi di Padova, 1990. Dottorato di ricerca in diritto processuale civile; iscrizione all’albo degli avvocati di Padova dal 1992 al 2015.

Cinque figli, un solo marito.

Membro della redazione di Ricognizioni.it, rivista on line diretta da Alessandro Gnocchi «nata dalla consapevolezza che ci troviamo ormai oltre la linea, e proprio qui dobbiamo continuare a pensare e agire in obbedienza alla Legge di Dio, elaborando, secondo l’insegnamento di Solzenicyn, idee per vivere senza menzogna».

[7]Lorenzo Valla (Roma, 1407 – Roma, 1º agosto 1457) è stato un umanista, filologo, scrittore, filosofo e accademico italiano. Si presentava anche con il nome latino Laurentius Vallensis (https://treccani.it/enciclopedia/lorenzo-valla/).

[8] Etsi Deus non daretur è un’espressione latina, coniata nel 1625 dal filosofo olandese Ugo Grozio; serve ad affermare che il diritto naturale è valido di per sé, che Dio esista o meno (https://it.wikipedia.org/wiki/Etsi_deus_non_daretur).

[9] L’editto di Tessalonìca, conosciuto anche come Cunctos populos, venne emesso il 27 febbraio 380 dagli imperatori Graziano, Teodosio I e Valentiniano II (quest’ultimo all’epoca aveva solo nove anni). Il decreto dichiara il cristianesimo secondo i canoni del credo niceno la religione ufficiale dell’impero, proibisce in primo luogo l’arianesimo e secondariamente anche i culti pagani. Per combattere l’eresia si esige da tutti i cristiani la confessione di fede conforme alle deliberazioni del concilio di Nicea. Il testo venne preparato dalla cancelleria di Teodosio I e successivamente venne incluso nel Codice teodosiano da Teodosio II. La nuova legge riconobbe alle due sedi episcopali di Roma e Alessandria d’Egitto il primato in materia di teologia (https://it.wikipedia.org/wiki/Editto_di_Tessalonica).

[10] Il Papiro 52, anche detto papiro Rylands 457, è un frammento (89 per 60 mm) di un codice papiriaceo scritto in lingua greca, contenente frammenti del Vangelo secondo Giovanni [18,31-33 nel recto e 18,37-38 nel verso] (https://it.wikipedia.org/wiki/Papiro_52).

[11] L’ASSIOMA CAPOVOLTO DI RATZINGER (https://www.leftwing.it/2005/06/20/lassioma-capovolto-di-ratzinger/).

IL ROGO DI MEDICI E SANITARI

Torno ancora sulle disposizioni escogitate dal Governo per indurre il Personale delle professioni sanitarie a sottoporsi ad uno degli impropriamente definiti “vaccini anticovid”. Mi riferisco ai numerosi commi dell’articolo 4 del D.L. 44 del 01/04/2021, in essi è stata prevista la privazione dello stipendio che scatta con il rifiuto di sottoporsi ad un trattamento corporeo riguardante il sistema immunitario individuale (forse il bene più prezioso in possesso di un essere umano). Il fatto è che non si tratta di una “punizione” conseguente un procedimento disciplinare e/o penale, per fatti tipicamente previsti dall’Ordinamento, ma di una “costrizione” fisica ex lege … “se vuoi mangiare vaccinati” …  che perdura fino a quando la vittima non accetta l’inoculazione nelle proprie vene del siero ripudiato. In buona sostanza gli si chiede di abiurare. Chi saccentemente parla degli orrori della Chiesa, perpetrati nel passato ai danni di scienziati come Galileo Galilei, poi magari non si accorge che quei tempi sono tornati o peggio bestemmia e grida insulti ai piedi del rogo di coloro che giusto un anno fa erano stati definiti “eroi”. Ma non basta, gli Ordini professionali hanno già anticipato che procederanno con le “radiazioni”. Un “trattamento speciale”, quindi, che neanche certi “medici maledetti” che cronaca e storia conoscono, ricevono o hanno mai ricevuto.

Mi soffermo, però, sullo strumento: click … e lo stipendio non c’è più! Eureka! Si può fare con tutti … anche con i pensionati!

Cosa? Non ho ben capito? La Costituzione? Ma dai!!!

IO LI DIFENDERÒ!

I medici, gli infermieri, gli assistenti sanitari, i biologi, i farmacisti che non si vaccineranno non sono né infingardi, né egoisti, né codardi, né testardi, tantomeno sprovveduti, ma agiscono conseguentemente alla loro scienza e alla loro coscienza … da addetti ai lavori. Non sono neppure degli appestati e quando svolgono le loro attività lo fanno in tutta sicurezza …. a parte ciò che accadde un anno fa quando, molti di loro, stavano accanto agli ammalati senza una provvista di mascherine, di camici e di guanti. Non infettano nessuno, ma è vero l’esatto contrario! Attenti a dare il “ben servito” a questa gente! Considerate, invece, che se loro dicono NO ci debbono essere delle solide ragioni, professionali, scientifiche e morali. Ricordiamoci che si tratta di donne e uomini di scienza!

Il Presidente dell’Ordine dei Medici vuole radiare i suoi, il Governo appronterà strumenti di allontanamento e anche di licenziamento. Che illusi! Non conoscono la Storia dell’Umanità? Molti di loro, innocentemente, saranno radiati e licenziati, ma poi loro soltanto (e nessun altro) saranno ricordati e onorati, quando questa stagione nera sarà diventata solo un brutto ricordo. Ma io, povera e insignificante mosca, li difenderò.

LA MASCHERINA DIVIDE GLI UOMINI

Ho osservato con attenzione varie reazioni all’uso delle mascherine e penso di poter concludere che esistono 5 gruppi di soggetti che sviluppano altrettanti, diversi comportamenti. 1° gruppo: I MASCHERINOFILI – Sono coloro che si sentono sinceramente protetti dalla mascherina, stanno bene così! Spesso, assumono tale comportamento per giustificatissimi motivi legati alla propria costituzione fisica, alle patologie pregresse, a condizionamenti psico-fisici di varia natura. 2° gruppo: I MASCHERINIOTI – Sono coloro che indossano la mascherina perché così fan tutti; non si pongono nessuna domanda e non avvertono alcun tipo di limitazione. 3° gruppo – I MASCHERINISTI – Questi sono molto pericolosi! Sono dei fanatici, indossano la mascherina come senso di appartenenza (e vogliono che si sappia); sono disposti, con evidenza e clamore, a sostituirsi alle forze dell’ordine e passare alle vie di fatto nei confronti di chi osa procedere senza mascherina, sfidando l’ordine costituito. Qualcuno è munito di manganello. 4° gruppo – I MASCHERINOFOBI – Sono quelli che, di fronte a una mascherina, vanno in escandescenza; se la polizia li ferma, di solito, in pochi istanti, commettono almeno tre reati: oltraggio, resistenza e minacce a pubblico ufficiale. 5° gruppo – GLI ALTRI – Sono coloro che, pur avvertendo il fastidio, sanno distinguere casi e situazioni.  Se necessario sanno assumersi le loro responsabilità affrontando, a testa alta, le conseguenze di una eventuale disobbedienza. Il tutto nec vim, nec clam!

Giancarlo Barra

11/11/2020 – Ore 01.42

Lettera alla Nazione di un Presidente Ombra.

Se io fossi stato il Presidente del Consiglio dei Ministri, il 16° giorno successivo alla scoperta inconfutabile dell’epidemia influenzale, avrei scritto la seguente lettera alla Nazione (considerando che la segnalazione cinese all’OMS è del 21/12/2019 e che l’epidemia è stata ufficializzata il 31/12/2019, la lettera l’avrei scritta il 07/01/2020). “Care Cittadine e Cari cittadini italiani, cari residenti, a qualsiasi titolo, in Italia, un morbo insidioso sta diffondendosi nel nostro Paese, in Europa e nel Mondo, di cui nessuno conosce la natura e la consistenza. Al momento non esistono né medicine, né vaccini; in buona sostanza, siamo indifesi e nessuno sa niente. Per ora, non conosciamo neppure la vera origine di questa infezione; sappiamo solamente che si tratta di un Coronavirus (tipo quelli influenzali) e che gli è stato assegnato il nome di COVID-19; come una normale influenza, si diffonde balzando da persona a persona. Questa basilare ed unica informazione deve consentirci, però, di adottare, anche individualmente, le prime misure di sicurezza. Tutti dobbiamo fare di tutto per evitare che la situazione sfugga al nostro controllo, anche se è nuova e sconosciuta, affrontandola con la massima serietà e tempestività, per prevenire gli eventi e ridurne la portata. Purtroppo, si contano già le prime vittime ed altre ancora potrebbero aggiungersi, ma non dobbiamo scoraggiarci. Tutti i Prefetti della Repubblica sono stati attivati dal Ministro degli Interni e così anche è stata istituita una conferenza continuativa Stato-Regioni per il necessario coordinamento. Le strutture sanitarie del Paese sono sotto monitoraggio da parte degli Uffici a ciò preposti del Ministero della Salute al fine di potenziarle e renderle pronte ad affrontare ogni necessità. I Ministri dell’Economia e della Funzione pubblica stanno attivandosi per rafforzare la P.A. con nuove leve e mezzi materiali affinché, in caso di necessità, Essa sia in grado di svolgere il suo ruolo determinante. Anche la Presidenza del Consiglio ha incrementato le riunioni; a livello personale ho già incontrato i rappresentanti dei partiti di opposizione. In Europa, siamo stati i primi ad attivarci, seguiranno delle riunioni a ritmo forzato; in particolare, ho riservato i primi contatti ai leader dei Paesi mediterranei.
Per ora mi fermo qui, annunciandoVi che sarò vicino a Voi, tutti i giorni, attraverso i canali televisivi e quelli delle reti “social”, ma prima di lasciarVi debbo dirvi che la sfiducia, il sospetto, i falsi convincimenti e il panico, sono dei forti alleati del virus. Il coraggio, la razionalità, la solidarietà sociale e la fiducia nelle Istituzioni, sono armi potenti contro di esso.
Desidero altresì farVi presente che neppure per un attimo toglierò il mio sguardo dalla Costituzione e dalle Istituzioni repubblicane, mantenendo nei loro riguardi un’indiscutibile e indiscussa osservanza. Qualsiasi sacrificio dovessi chiederVi, questo si realizzerebbe attraverso le regole salde del nostro Ordinamento e con la partecipazione sociale di tutte le realtà presenti nella Nazione. Governiamo saggiamente le nostre giuste preoccupazioni e restiamo uniti! W l’Italia, W l’Europa, W il Mondo libero”.

La libertà viene prima della salute (lettera ad un’amica).

“Di fronte ad una pandemia là priorità è la salvaguardia della salute dei cittadini”.
Annamaria

Annamaria carissima, permettimi qualche considerazione che so da Te condivisa: la salute non viene prima della democrazia e della libertà! Pensa se i nostri martiri (ma non solo i nostri) avessero pensato alla salute! Cosa avremmo ereditato dal passato (ammesso che fossimo mai nati)?
Certo, a volte, si può e/o si deve affievolire la portata di alcuni principi, ma questo deve sempre avvenire con la massima condivisione possibile, con grande professionalità e carisma, con molta attenzione e delicatezza. Esattamente come quando rinunciamo al nostro pudore a causa di una determinata patologia, la cosa è accettata ed il medico interviene con il massimo rispetto, perché se non fosse così insorgeremmo fortemente. Ma sai che non c’è stato alcun rispetto, io l’ho scritto subito in un articolo che in questa chat, più volte, ho menzionato. Il Governo, prima ha taciuto, poi è sbandato verso la banalizzazione del problema, poi è sbandato verso il rigore autoritaristico. “Chiudiamo tutto”, “tutti a casa”, “nessuno sulla riva del mare”, ecc… ecc… ecc… – Poi, contraddizioni a non finire: teatri chiusi, ma aperte le discoteche; a spasso con i cani, ma non con i bambini; in tabaccheria sì, in chiesa no; alta velocità calibrata, treni regionali pieni zeppi (veneziani e turisti, stipati “come sardine” nei traghetti); scuola senza soluzioni (banchi a rotelle a parte); che altro?
Poi l’uniformazione dei canali ufficiali di comunicazione (mai vista una roba del genere); poi la falsa informazione! Se dico, infatti, una mezza verità, in realtà sostengo una bugia completa. Ti faccio un esempio, in Brasile sono decedute per Covid oltre 150.000 persone, mentre in Italia solo 37.000, siamo più bravi. Questa è una notizia falsa perché i dati non sono in relazione con il numero degli abitanti, 240 milioni nel primo caso, 60 milioni nel secondo. Vuoi provare a estrarre una percentuale? Come è anche una notizia falsa quella di dire che oggi sono stati rilevati 1.000 positivi a fronte di ricoverati, intubati e deceduti di epoche diverse. La corretta informazione sarebbe quella di seguire gli accadimenti sul medesimo campione nel tempo, cioè: 1.000 positivi dopo 15 giorni si sono trasformati in 900 guariti, 100 malati con sintomi, di cui 20 ricoverati, 10 intubati e 7 deceduti. Questo sarebbe corretto che i media dicessero al Popolo. Invece …. diffusione del terrore. Non parliamo poi degli sceriffi (i cosiddetti governatori) e dei vari caporali (sindaci e assessori).
È naturale, allora, che chi riflette si ponga delle domande! “Cosa c’è sotto”? Perché si parla di guerra? Perché si dice che ci si deve adeguare ad una “nuova normalità”? Perché si insiste (Luca Zaia, l’assessore regionale alla sanità della Campania, il ministro della salute, il portavoce di Zingaretti) nel dire che l’uso della mascherina deve diventare un’abitudine? Un’abitudine!?! Ma sappiamo cosa produce una mascherina? La cancellazione dell’individualità! Può essere normale? Cosa c’è sotto, se questa cosa la ripete il direttore dell’OMS?
Non parliamo poi dei vaccini! Il virus influenzale è un mutante, lo sappiamo tutti, oramai! E se non ci fosse coincidenza fra il virus utilizzato per il vaccino e l’infezione attuale, cosa accadrebbe? Se dopo esserci vaccinati contro il COVID19, insorgesse la nuova versione .2 o .3?
E cosa mi dici dell’origine di questa pandemia? C’è un fondato dubbio che si tratti di un “oggetto” da laboratorio! Perché non si apre un’inchiesta internazionale, per fugare ogni dubbio?
La nostra piccola realtà politica, DEMOS, come saprai, ha fatto quello che poteva, una denuncia al Procuratore Capo presso la Corte Internazionale Penale dell’Aja. se fosse vero, infatti, quanto sostengono numerosi testimoni nominati da DEMOS, ci si troverebbe di fronte a un crimine contro l’Umanità! O no?
Per concludere, Annamaria carissima, dobbiamo essere vigili, sia dal punto di vista sanitario, sia e soprattutto dal punto di vista politico, perché è un nostro diritto, perché è un nostro dovere. Infiniti baci.
Giancarlo – 11/10/2020.

COSA NASCONDE LA MASCHERINA?

L’immunologa Antonella Viola, ordinaria di Patologia generale del dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Padova, il giorno 3 ottobre 2020 è stata intervistata da RAINEWS24, alle 18.09 circa per parlare dell’infezione da COVID19. La conversazione è stata molto serena, il fenomeno è stato osservato e descritto dall’alto, senza emozioni … la situazione è importante, ma non ci sono emergenze. Quando si è discusso dell’uso delle mascherine all’aperto e a distanza di sicurezza dagli altri, ha detto chiaramente che non è necessaria.

Del resto, anche Roberto Burioni, immunologo e accademico italiano, da ben altre posizioni, messo alle strette sull’uso all’aperto delle mascherine da Fabio Fazio, il 27 settembre 2020 – ore 21.30, su “Che Tempo che fa” di RAI 3, se l’è cavata sostenendo (pressappoco) così, che all’aperto il virus si propaga meno facilmente.

Da tener conto che queste due testimonianze provengono da canali … “ufficiali”!!

Probabilmente, invece, mercoledì prossimo, il Governo imporrà questa misura su tutto il Territorio nazionale.

Ora, premesso che indossare e veder indossata una mascherina è cosa sconvolgente perché altera la proiezione e la percezione delle Personalità; premesso altresì che è un ostacolo alla respirazione e nel caso in cui si cammina all’aperto tale ostacolo si rende più evidente; premesso, infine, che in caso di bisogno si debbono fare delle valutazioni e affrontare dei sacrifici, dobbiamo domandarci perché ci impongono un comportamento non solo inutile, ma dannoso?

Perché sono stupidi?

Perché ci vogliono far dimenticare le posizioni prese, dallo stesso Burioni, a gennaio 2020, gli aperitivi di Zingaretti sui navigli, le colazioni di Giuseppe Sala a Milano, i pranzi cinesi di Giorgio Gori e quelli di Virginia Raggi e le possibili connessioni con i disastri che si sono verificati dopo?

Perché ci vogliono distrarre dalle responsabilità che il Governo si è assunto durante l’estate nel lasciar chiusi i Teatri ma aperte le discoteche e delle ridicole scelte adottate sulla scuola?

O perché c’è qualche altra ragione, ancora più profonda?

La risposta non c’è (per ora), ma la domanda ce la dobbiamo porre!

Roma, 5/10/2020 Giancarlo Barra