EUROPA, SVEGLIATI!

Cari Amici,
molti di noi che non hanno accettato la deriva autoritaria e antidemocratica che ha colpito l’Unione Europea negli ultimi anni — in particolare a partire dalle dissennate politiche adottate durante la crisi del Covid — oggi si sentono soddisfatti nel vedere il ruolo marginale, se non ridicolo, che l’UE ha assunto sotto la presidenza americana di Donald Trump. Alcuni si compiacciono, convinti di aver previsto tutto. Ma non c’è nulla di cui gioire.


Essere nel ruolo di Cassandra non è una vittoria: è una condanna. Come i troiani, anche noi rischiamo di essere annientati, e ora ci troviamo soli, senza voce, senza potere. Nessuno dei potenti che oggi decidono le sorti del mondo avrà pietà di chi, come noi, avrebbe voluto per l’Europa un ruolo terzo, autorevole, neutrale. Un’Europa capace di affrontare la guerra in Ucraina — che definiamo guerra civile europea — con saggezza e indipendenza. Ma così non è stato.


CAMBIARE DIREZIONE, NON NEMICO
Non illudiamoci: non abbiamo vinto. Abbiamo solo cambiato avversario. Dai governatori arroganti dell’attuale UE siamo passati agli onnipotenti delle superpotenze mondiali. E non sarà Trump a salvarci, anche se alcuni lo osannano come giustiziere. Egli non avrà pietà di noi, né oggi né domani.
In momenti come questi, occorre fermarsi e riflettere. Basta con i trionfalismi inutili. Basta con le secessioni impossibili. Invece, qualifichiamoci attraverso una richiesta chiara e universale: PACE. In Ucraina, in Medio Oriente, ovunque nel mondo.


PACE SENZA AGGETTIVI
Smettiamola con le personalizzazioni: Trump, Biden, Putin, Netanyahu. Dobbiamo parlare di USA, Russia, Stato d’Israele. Solo così potremo smascherare chi, ieri, si è piegato alle imposizioni americane sotto Biden e oggi viene ignorato da Trump.
Se avessimo parlato della Russia, e non solo di Putin, forse non avremmo ricevuto ostilità dal Popolo russo. Se avessimo discusso di Israele e Palestina, e non solo dei loro leader, forse avremmo compreso meglio le dinamiche di un conflitto che dura da oltre un secolo.


UNA COSTITUZIONE PER L’EUROPA
La democrazia non si improvvisa. Si costruisce. E si fonda su una Costituzione. Se l’UE avesse avuto una vera Costituzione, avremmo affrontato le crisi con maggiore coesione e successo. Lo sostiene con forza il Movimento Demos Italia, che ha scritto due lettere ai Presidenti del Parlamento Europeo, David Sassoli e Roberta Metsola, chiedendo l’apertura di una fase costituente. Oggi, il Movimento sta promuovendo una petizione popolare per portare questa richiesta direttamente al Parlamento.
La mancanza di una Costituzione è il cuore del deficit democratico europeo. Senza un testo fondativo, l’UE resta un’architettura fragile, tecnocratica, incapace di rappresentare davvero i suoi cittadini.


LE NOSTRE RADICI, LA NOSTRA FORZA!
Affermiamo con coraggio le nostre radici cristiane. Il Vangelo è il denominatore comune che unisce le case della Lituania a quelle di Cipro; Lisbona a Vladivostok. Seguirlo significa ottenere subito la Pace. Non come slogan, ma come impegno concreto.


AGNELLI E SERPENTI
Torniamo protagonisti. Proponiamo soluzioni intelligenti. Siamo docili come agnelli, ma furbi come serpenti. Non per dominare, ma per servire. Non per dividere, ma per unire. Non per vendere armi, ma per costruire ponti.
Solo così potremo ricostruire un’Europa degna, libera, e finalmente sovrana.

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