
Vediamo se riesco a esprimere con chiarezza alcuni pensieri sulla tragica vicenda della Striscia di Gaza. In una recente occasione, ho affermato che sganciare le bombe su Hiroshima e Nagasaki fu un crimine di guerra. Eppure, per come il Giappone si era comportato in Cina prima del conflitto, si potrebbe dire che ne avrebbe meritato quattro, non due. È un paradosso? Non credo.
«Il SIGNORE gli disse: “Chiunque ucciderà Caino sarà punito sette volte più di lui”. Il SIGNORE mise un segno su Caino, perché nessuno, trovandolo, lo uccidesse» (Genesi 4,15). Caino merita di morire, ma nessuno deve toccarlo: perché è nostro padre. Questo è il mistero della giustizia divina.
Lo stesso vale per l’Ucraina. La Russia ha sbagliato invadendo, ma l’Ucraina – e l’Europa con lei – non è innocente. E Gaza? Gaza è mille volte peggio. Hamas è una congerie di assassini, ma Tel Aviv ha dimostrato di esserlo di più.
Cercare giustificazioni per Tel Aviv, o bilanciamenti contabili tra dare e avere, è un grave deficit di attenzione morale. Rischiamo di compromettere la nostra coscienza. Non parliamo del preavviso di mezz’ora ai condomini prima di distruggere un edificio: è una beffa. E in questo contesto, la beffa è intollerabile.
La “flotilla” è fatta di persone che rischiano la vita. Vorrei avere il coraggio di stare con loro. Ma non ce l’ho. Posso solo dire che sulla mia barca non ci sarebbe la bandiera palestinese: non per disprezzo, ma perché la mia barca andrebbe per le vittime. Solo le vittime sono simili a Cristo. Nessun altro.
La Chiesa? Mi auguro di non dover rimpiangere Francesco. Avrei voluto vedere una barca con la bandiera vaticana.
Mi sembra di aver detto tutto.
P.S.: Non ho parlato né di Israele né di Gerusalemme. Sono nomi troppo radicati nella mia coscienza cristiana e cattolica.
